Guida · PSC ASSIEME
Per i reati militari commessi in Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia è competente il Tribunale militare di Napoli, insieme alla Procura militare della stessa città. Lo prevede il Codice dell’ordinamento militare all’articolo 55.
Informazione generale sulle norme: non è un parere legale. Aggiornamento: ottobre 2026.
Il Sud della penisola, Abruzzo escluso, e la Sicilia. Accanto a ogni regione trovi il TAR che decide sugli atti dell’amministrazione.
Se presti servizio in una di queste province, trovi la pagina dedicata:
TAR Campania, con sedi a Napoli e Salerno: guida al ricorso al TAR Campania per i carabinieri.
TAR Puglia, con sedi a Bari e Lecce: guida al ricorso al TAR Puglia per i carabinieri.
TAR Calabria, con sedi a Catanzaro e Reggio Calabria: guida al ricorso al TAR Calabria per i carabinieri.
TAR Sicilia, con sedi a Palermo e Catania: guida al ricorso al TAR Sicilia per i carabinieri.
TAR della Basilicata.
TAR del Molise.
Arrivano le violazioni della legge penale militare, che il codice penale militare di pace chiama reati militari (articolo 37).
La legge penale militare vale per chi è in servizio alle armi, anche nei giorni di licenza o di infermità (articolo 3). Per l’Arma conta anche l’articolo 155 del Codice dell’ordinamento militare: i Carabinieri hanno rango di Forza armata.
Quando non c’è un reato ma un provvedimento da contestare: una sanzione disciplinare, un trasferimento, un diniego. In questi casi è competente il TAR del luogo in cui si trova la tua sede di servizio, e la regola non si può derogare.
Un carabiniere in servizio a Lecce si rivolge quindi al TAR Puglia nella sede di Lecce, mentre per un reato militare la competenza resta a Napoli. Ogni sanzione e ogni provvedimento hanno il loro termine, e per le sanzioni di corpo prima del TAR serve il ricorso gerarchico.
Due norme riguardano le spese legali di chi è sotto procedimento per fatti di servizio.
La legge 152 del 1975, all’articolo 32, riguarda ufficiali e agenti di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria e militari in servizio di pubblica sicurezza, per fatti di servizio legati all’uso delle armi o di altra coazione fisica. La difesa può essere assunta dall’Avvocatura dello Stato o da un avvocato di fiducia; nel secondo caso le spese sono a carico del Ministero dell’interno, salvo rivalsa se il fatto è doloso.
Il decreto-legge 67 del 1997, all’articolo 18, prevede il rimborso delle spese legali ai dipendenti statali per giudizi civili, penali o contabili legati al servizio, chiusi con l’esclusione della loro responsabilità. Il rimborso è nei limiti ritenuti congrui dall’Avvocatura dello Stato e può essere anticipato, con restituzione se una sentenza definitiva accerta la responsabilità.
Il collegio comprende anche un giudice militare estratto a sorte: ha lo stesso grado dell’imputato, è almeno ufficiale e può appartenere a una qualsiasi Forza armata, Carabinieri compresi, o alla Guardia di finanza (articolo 54).
Contro le decisioni del Tribunale militare di Napoli si va alla Corte militare d’appello, a Roma. Sempre a Roma hanno sede il Tribunale e l’Ufficio militare di sorveglianza, competenti per l’intero Paese.
La tutela legale riservata agli associati vale anche per chi presta servizio al Sud.
È il massimale annuo della tutela legale, senza franchigia.
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PSC ASSIEME è la voce 2 dell’elenco delle associazioni sindacali tra militari del Ministero della Difesa.
No. I reati militari commessi in Sardegna sono di competenza del Tribunale militare di Roma.
Al TAR Calabria, che ha una sede a Reggio Calabria oltre a quella di Catanzaro.
Alla Corte militare d’appello, che ha sede a Roma.
Il decreto-legge 67 del 1997 prevede il rimborso per i giudizi legati al servizio chiusi con l’esclusione della responsabilità, nei limiti ritenuti congrui dall’Avvocatura dello Stato.
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